Il 17 luglio la Chiesa fa memoria delle martiri di Compiègne, ghigliottinate a Parigi nel 1794. Si tratta delle sedici carmelitane del monastero dell’Incarnazione che con il degenerare della Rivoluzione francese, si offrirono a Dio come vittime di espiazione per impetrare il dono della pace. Furono arrestate il 24 giugno 1794: durante la prigionia sono rimaste un punto di riferimento per coloro che subirono la stessa loro sorte e che, sopravvissuti alla persecuzione, le ricordano per la luminosa e costante confidenza in Dio. Condannate a morte dal tribunale rivoluzionario per la loro fedeltà alla vita religiosa, furono condotte insieme al luogo dell’esecuzione. Giunte ai piedi della ghigliottina, intonarono il Veni creator rinnovando una dopo l’altra i loro voti nelle mani della Priora, Sr Teresa di Sant’Agostino. Furono beatificate da Pio X, il 27 maggio 1906 e canonizzate da Papa Francesco il 18 dicembre 2024. La Comunità dei Servi del Paraclito, ogni anno celebra con particolare cura la memoria delle martiri di Compiègne, coinvolgendo la comunità delle Carmelitane di Cerreto di Sorano per l’animazione liturgica: un segno visibile di amicizia spirituale. Quest’anno, a presiedere la celebrazione eucaristica è stato invitato Mons. Giovanni Roncari, Vescovo emerito delle diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello e Grosseto, unite in persona episcopi. Mons. Giovanni ha offerto ai presenti una riflessione sulla coerenza di vita testimoniata dalle martiri, tanto forte da turbare l’attività rivoluzionaria. E ha citato altri testimoni della fede, partendo da S. Giovanni Battista: Come spesso accade nella storia, la condanna a morte di coloro che, con la loro fedeltà a Cristo, turbano gli animi ribelli, sembra essere un modo efficace per arginare e risolvere il problema. In realtà è sempre la storia a narrarci come la fede dei cristiani sia rinvigorita dal sangue dei martiri, di coloro che hanno seguito in tutto le orme di Cristo. I fedeli presenti hanno potuto apprezzare l’unica immagine realizzata per descrivere il martirio delle carmelitane di Compiègne, una tela recentemente restaurata ed esposta durante la celebrazione. La Chiesa custodisce questi esempi di santità e incoraggia a meditare gli effetti di una grazia sovrabbondante che è riversata continuamente su di essa: Signore, ho parlato dei tuoi insegnamenti davanti ai re, senza arrossire: mia gioia sono stati i tuoi precetti, e io li ho intensamente amati. (Sal 118,46-47) Non c’è amore più grande che dare la vita per gli amici (Gv 15, 13): non esistono nemici, ma amici chiamati a conversione, alla riscoperta di un Amore che da sempre e per sempre, si manifesta e ci attende per renderci a Lui conformi.